Counselling Esistenziale

CURA E AVER CURA

La pratica del Counselling Esistenziale è orientata all’aver cura piuttosto che alla cura.

Nella cura ci si avvale della propria conoscenza per “somministrare” un rimedio, senza la necessità di comprendere il bagaglio conoscitivo dell’altro. Viene inteso per lo più un malato con un Typos caratteriale o di personalità derivante da una serie di statistiche correlate.

Colui che ha cura al contrario muove dall’intento di promuovere l’altro come agente di esperienza delle problematiche implicite al suo rapportarsi col mondo e da queste trae conoscenze per sé.

Colui che cura esercita il potere di dare risposte con l’obiettivo di curare il sintomo di un paziente.

Colui che ha cura esercita il potere di fare domande con l’obiettivo di promuovere  riflessione  da parte del cliente. 

La differenza non è solo nella prestazione offerta ma anche nella profonda diversità della richiesta. Al Counsellor esistenziale si rivolgono coloro che desiderano essere accompagnati nell’esercizio del domandarsi al fine di trarre insegnamento e nuove conoscenze dalla propria esperienza. 

La domanda nel Counselling Esistenziale è considerata tessitura dell’esperienza possibile.

Nella domanda si apre una prospettiva e al suo orizzonte scaturiscono dei qualcosa che chiamiamo: Novità, le quali chiedono di poter avanzare. Scaturigini che possono venir colte e lasciate conclamare solo nei limiti e nei modi della domanda stessa. Nulla di ciò che chiama è ascoltato se non è domandato e nessuna domanda trova riscontro se non ascolta il richiamo.

Il Counsellor Esistenziale ha cura che l’altro si mantenga nella correlazione esperienziale tra domanda e richiamo.

 

DOMANDA E INQUIETUDINE

Il Counsellor Esistenziale ha cura di trasformare il problema oggettivato in un domandare (su) qualcosa

Il problema che ognuno vive non è concepito come il perturbante anomalo  di una condizione base di benessere, bensì è la vita stessa a costituire un problema, e l’averne cura implica l’assumersi l’esercizio di compatibilità con il mondo e il suo apparire. In questo l’esistenzialismo vede non tanto il benessere quanto la qualità della vita.

 

Il Counsellor Esistenziale ha cura che l’altro possa sostare nello spazio del proprio inquieto domandare.

La domanda su sé stessi non è mai una domanda curiosamente speculativa, ma è sempre carica di implicazioni circa il proprio destino: Ne va di sé nella relazione con l’altro, dunque è una domanda carica di inquietudine e che da qui scaturisce.

L’inquietudine costituisce lo stato che si sperimenta ogni volta che si vuole risolvere un problema, in essa qualcosa finisce e nel finire si apre una possibile domanda nel cui fondo appare l’inizio di qualcos’altro.

Il Counsellor Esistenziale non si occupa del passato e ha cura che l’altro possa trasformare l’inquietudine che esperisce in prospettiva che richiama dal futuro.

La possibilità di esperire l’inquietudine è considerata come parte stessa della qualità della vita. La relazione con gli altri Enti non è mai definitiva e sempre necessita di aggiornamenti perché mantenga vivibilità.

Il Counsellor Esistenziale ha cura che l’altro viva e determini da sé i passi della propria compatibilità col mondo nel processo di cambiamento, con ciò che in esso compare.

La relazione è sempre da rifare e implica che qualcosa di nuovo vi debba essere inserito. Questo qualcosa di nuovo non viene dal passato, chiama  dal futuro in attesa di entrare a far parte della relazione.

Il richiamo del futuro crea una tensione conflittuale i cui poli, in quanto co-originari di una stessa prospettiva esperienziale, tendono a rendere etici i modi e i tempi nella loro compatibilità.

Il Counsellor esistenziale ha cura della qualità Etica dei comportamenti umani: in essa l’esistenza diventa una co-esistenza.

Ciò che l’altro intravvede ai confini della propria esperienza consiste nella scaturigine originaria: L’inizio di un nuovo evento. Non accade una volta sola, ma si rinnova a ogni successivo prender forma, in ogni atto trasformativo operato dal soggetto.

Nel mantenimento dell’originarietà,  nell’azione trasformativa da parte del soggetto si compie la qualità etica dei comportamenti umani.

Il Counsellor Esistenziale ha cura di operare entro la possibilità dell’altro di poter tollerare tale costante riferimento.

Ogni stato d’animo assume validità entro un mantenersi correlato alla sua fonte esterna ovvero a ciò che appare nelle sue forme, e solo entro il mantenimento di tale riferimento uno stato d’animo si forma e trova la sua  ragion d’essere.

 

TECNICHE

Le tecniche proposte hanno lo scopo di offrire al cliente la possibilità di sperimentare un altro punto di vista, al fine di riutilizzare l’esperienza e stabilendo in autonomia le possibilità di utilizzo.
Si configurano come proposte di esperienze di rivisitazione dell’evento problematico.

Lasciare che il cliente riutilizzi il risultato traducendolo della situazione personale di vita fa parte della proposta stessa:

  • – Racconto/Fabula
  • – Arte della rappresentazione (pittura, fotografia, ecc…)
  • – Ascolto della musica e produzione di suoni
  • – Messa in scena e drammaturgia del personaggio
  • – Tecnica proiettiva cinematografica
  • – Riorganizzazione delle articolazioni linguistiche attraverso l’utilizzo degli esistenziali
  • – Utilizzo delle forme del tempo
  • – Prossemica
  • – Etica/Compatibilità
  • – Stati d’animo come correlazione interpersonale
  • – Rispecchiamento
  • – Articolazione di forme mostrabili
  • – Ascolto
  • – Empatia ed Ereignis